La quota comprende
: Voli interni come da programma, guida locale, Automezzi trasporto partecipanti e bagagli, sistemazioni in hotel in camera doppia come da progr., sistemazioni in lodge come da progr., tende a 2 posti con materassi ai campi come da programma, pasti come da programma, tenda mensa, cucina e cuochi, staff locale per trasporto dei bagagli ed allestimento campi.
La quota non comprende
: Voli internazionali ;tasse aeroportuali (sia in Italia che a Delhi). Visto d‘ingresso in India (ca. €50). Eventuali assicurazioni facoltative (richiedere informazioni), pasti dove non compresi (leggete bene il programma), eventuali ingressi a parchi, musei e spettacoli, eventuali tasse aeroportuali in uscita dall’ India e comunque tutto quello non menzionato in “Le quote comprendono”.
Informazioni pratiche: Nota: le tappe sono studiate per permettere il migliore acclimatamento alla quota dei partecipanti. Chi fosse alla prima esperienza con l’ alta quota non si meravigli per la modestia di certe tappe. Un buon acclimatamento inzia già da queste quote. L’ Himalaya inizia laddove tutte le altre catene montuose terminano!
Trek lungo ingalila Ridge e fino Goechala Pass (4984m) uno dei più particolari angoli d’ Himalaya, senza troppe difficoltà
Situato tra
Bhutan e Nepal, il Sikkim una voltaregno buddista indipendente, diventò uno Stato
dell` India nel 1975. Con circa 8500 Kmq. di superficie, il Sikkim,
presenta un
territorio dalle caratteristiche uniche che si estende dal livello del
mare
alla cima del Kanchenjunga di 8586 m,
la terza montagna del pianeta. Un’altimetria così
variabile in un’estensione ridotta fa si che si trovino nel
Sikkim microclimi,
flora e fauna dalle molteplici caratteristiche entro brevi distanzecome non accade in nessun
altro luogo al
mondo.
Troviamo più di 600 varietà tra orchidee e
rododendri con colorazioni che vanno
dal rosso porpora al bianco latte e dal giallo intenso alblu lavanda con mille
varianti per la gioia
dei fotografi naturalisti. Inoltre le foreste ospitano più
di 550 specie di
volatili, 600 specie di farfalle ed animali, tra i quali, lo yak, il
panda
rosso, il leopardo delle nevi e l’ orso.
Il periodo prescelto è la primavera al fine di potere godere
della fioritura
per la quale il Sikkim va famoso tra i naturalisti di tutto il mondo.
A causa della
scarsità di popolazione, il territorio presenta
una natura primordiale intatta con foreste dalla magica atmosfera. In
Sikkim
convivono pacificamente tre diverse etnie: i Lepcha, si pensa che
provengano
dall`area della frontiera tra Assan e Burma, i Bhutia, provenuti dal
Tibet
circa 400 anni fa e i Nepalesi che sono la maggioranza ed al loro
interno
presentano a loro volta varie etnie tra cui quella Sherpa. La gente del
Sikkim
è molto cordiale e questo contribuisce a rendere
estremamente piacevole la
permanenza del visitatore.
Molto interessanti da visitare sono i monasteri costruiti nella
classica
architettura Buddista Tibetana (Nyngma e Kargyu ) che si trovano
ottimamente
conservati perché mantenuti dai monaci e lama che
lì abitano.
Affreschi e gioielli incastonati nelle statue colmano di luce i
corridoi di
questi monasteri che sono situati in foreste o su cime isolate. Gantok
e` la
capitale del Sikkim e si trova situata sulla cima di una montagna a 1768 m.
di quota. E` una
piccola città ordinata e pulita ed adorna di giardini
fioriti. Esiste un centro
artigianale molto frequentato dove si vendono tappeti fatti a mano e
piccoli
tavoli da the chiamati: choktse.
La prima sezione del trek percorre la
spettacolare Cresta
di Singalila dominata costantemente dall’ impressionante mole
del Kanchendzonga
ma non mancano visuali su Everest e Makalu. La seconda parte invece si
svolge
in direzione del Goechala.
Il percorso e
quantomai vario e stupisce piacevolmente ad
ogni tappa. Per gli appassionati di storia dell’ alpinismo vi
sarà un giorno in
cui visitando Darjeeling si potrà vedere il Museo
dell’ Everest e L’ Istituto
Himalayano dell’ Alpinismo fondati da Sir Edmund Hillary con
lo scopo di
addestrare le Guide di Montagna Sherpa, a cura di Guide Alpine
svizzere, che
fin dal 1954 hanno dato il loro fondamentale contributo alla storia
alpinistica
sul “tetto del mondo”.
La cucina locale varia dalla tibetana, indiana alla sikkimese e cinese.
Nota: Kanchendzonga = Kanchenjunga. La = Passo.
Per le quote modeste, per l’ alternare sistemazioni in tenda
ad altre più confortevoli
e per il clima poco rigoroso, questo trek è consigliabile
anche a chi si
avvicinasse per la prima volta a questa esperienza.