Note impegno: Al trekking possono partecipare escursionisti allenati e abituati a camminare con uno zaino mediamente pesante (max. 12 kg.) ma non troppo. Si tratta in ogni caso di un percorso impegnativo che presenta difficoltà alpinistiche superabili anche da chi non avesse mai arrampicato, esclusivamente se accompagnato da una guida alpina. I problemi d’orientamento uniti alle non banali difficoltà tecniche ne fanno sicuramente l’itinerario escursionistico di più giorni più impegnativo che vi sia in Italia.
Per chi: escursionisti
Stagione:
da Marzo a Novembre
Quota iscrizione: 15,00 €
Quota: 670,00 €
La quota comprende
: Guida alpina, due notti in albergo*** (cam. doppia) con 1^ colazione e cena (escl.bevande), viveri durante il trekking, rifornimenti (viveri ed acqua) lungo il percorso effettuati via mare prima della partenza del trek, trasferimenti a terra e via mare come da programma.
La quota non comprende
: Traversate per e dalla Sardegna, eventuali extra in albergo , assicurazioni facoltative, e tutto quello che non è specificato alla voce precedente.
Traversata costiera dei golfi di Arbatax e Orosei Il più difficile trekking italiano: “una settimana da cinghiali”
Traversata senza
punti d’appoggio dove è necessaria la
completa autonomia alimentare e idrica del gruppo. Qualche tratto di
facile
arrampicata e alcune discese in corda doppia. I dislivelli non sono
eccessivi,
ma l'asperità del terreno e le difficoltà
d’orientamento fanno si che le tappe
non siano mai brevi. Depositi di cibo e acqua saranno predisposti
precedentemente
lungo il percorso dalla guida.
Definito come il
più impegnativo trek fattibile in
Italia, “selvaggio blu” è forse anche il
più originale e bello. Sospeso tra il
più bel mare del bacino Mediterraneo ed alte pareti
rocciose, offre un insieme
di paesaggi e situazioni introvabili in altri luoghi.
Ci si muove a due passi da casa (non siamo infatti
all’estero…) in un ambiente
isolato dove raramente si incontrano altre persone e dove non vi sono
strade,
case o altro che richiami la presenza umana che non siano testimonianze
antiche
della vita dei pastori di capre (a tutt’oggi in
attività) e dei carbonai
toscani che fino agli anni ’60 operarono da queste parti. Nel
periodo tra le
due guerre mondiali, quando la rete ferroviaria nazionale si espanse,
vennero
qui tagliati molti boschi per fornire il legno di ottima
qualità (leccio e
ginepro) necessario alle traversine dei binari.
Persone con lunga esperienza di viaggi, spedizioni alpinistiche ed
esplorazioni
nel mondo lo hanno trovato sorprendentemente affascinante ed unico, e
anche per
il normale escursionista questo itinerario ha sempre superato le
aspettative in
termini di bellezza, proponendosi come un esperienza che
inspiegabilmente va al
di là del semplice camminare con lo zaino in spalla.
“Un antistress, un toccasana per lo spirito ed un ritorno
alle origini,
apprezzando scomodità e momentanei disagi… che
fanno stare incredibilmente bene
con se stessi”, così lo hanno definito in molti
dopo averlo percorso.
Il programma prevede pernottamenti alla «belle
etoile», in altre parole
bivacchi senza tenda o ricovero.
Già la mattina del secondo giorno si entra nella filosofia
di questo trek che
prevede sei giorni in cui si vive esattamente come il cinghiale!
Bisogna
trovare la strada giusta, i ricoveri naturali per trascorrere la notte,
l’acqua
nascosta delle poche sorgenti… soloviveri e riserve d’acqua da bere vengono
predisposti preventivamente
dalla guida via mare. A parte la prima notte è sempre
possibile un bagno in
mare al termine di ogni tappa.
Nota storica e “garanzia di
qualità”:
nel 1989 nacque Selvaggio Blu dall’ idea di Mario Verin,
Peppino Cicalò e di un
allora Sindaco di Baunei sicuramente lungimirante: Pasquale Zucca.
L’ idea era quella di collegare, in maniera da restare il
più possibile vicini
al mare, una vecchia rete di sentieri in gran parte inutilizzati da
anni ed
ormai inghiottiti dalla “feroce” macchia
mediterranea. I sentieri usati da
sempre dai pastori e quelli costruiti più recentemente dai
“Carbonai”
attraversavano il Supramonte in ogni direzione ma erano (e sono)
difficilissimi
da individuare e seguire perché poco percorsi e
perlopiù ridotti ad esili
tracce per capre. Questo è forse il fascino più
notevole di Selvaggio Blu: il
doversi continuamente orientare in una Natura Prepotente e
straordinaria dove
l’ unico punto di riferimento è il
mare…blu!
Marcello Cominetti, profondo conoscitore della zona e guida alpina
vissuto a S.
Maria Navarrese per diversi anni quando era ragazzino,
proseguì l’ opera
iniziata dai due “ideatori” perfezionando alcune
tappe ed accompagnando per la
prima volta piccoli gruppi di escursionisti. Anche a seguito di un
articolo
scritto sulla Rivista del CAI nel ’93, il successo fu subito
enorme e per molti
anni Guide Alpine Star Mountain rimase l’ unica
possibilità per farsi accompagnare
lungo il più difficile trek italiano dove tutti si
perdevano... Oggi molte
altre guide ed organizzazioni propongono Selvaggio Blu ma nessuna
può offrire
l’ esperienza che noi abbiamo accumulato (e seguitiamo ad
incrementarefrequentando
molto la zona anche a scopo
personale) in oltre 30 (si, proprio 30!) anni di pelle scorticata al
sole e dai
rovi del bellissimo e misterioso Supramonte di Baunei…
Programma giornaliero
1
Appuntamento c/o
hotel S. Maria a S. Maria Navarrese. Incontro con i partecipanti e
verifica equipaggiamento. Cena e pernottamento.
Hotel
cena
2
Santa Maria
– Pedralonga Bivacco sulle pendici soprastanti Capo
Montesanto.
bivacco
FB
3
Montesantu -
Portu Quau
bivacco
FB
4
Pto. Quau - Cala
Goloritzè Pomeriggio in spiaggia e bivacco sotto un
caratteristico masso.
bivacco
FB
5
Cala
Goloritzè - Grotta Biriola. Una delle due tappe
più dure e complicate (l’altra è la
successiva). Bivacco naturale nascosto spettacolarmente
“appollaiato” sulla scogliera a picco sul mare.
(…e utilizzato solo da noi)
bivacco
FB
6
G. Biriola -
Cala Sisine. Possibilità di bivaccare al coperto delle
strutture di un ristorante (forse aperto).
bivacco
FB
7
Cala Sisine -
Cala Luna Un po’ di spiaggia e poi rientro in barca a S.
Maria Navarrese.