Guide Alpine Star Mountain trekking e alpinismo arrampicata
Trekking climbing in Patagonia Himalaya Nepal Dolomiti
VIAGGI ATTIVITÀ > NEPAL
Alpinismo e trekking in Nepal, Guide Star Mountain
In viaggio nel Rolwaling Himal
di Cristiano Delisi
E’ nel 1951, durante il sopralluogo al versante Nepalese dell’Everest, che avviene la prima esplorazione del Rolwaling. In quell’occasione l ' esploratore britannico Eric Shipton ebbe a scrivere sul Times:
Questo modo di andare in montagna, l’esplorazione di picchi sconosciuti, ghiacciai e valli, il trovare e percorrere nuovi passi che collegano una valle all’altra, è l’occupazione più affascinante che io conosca. La varietà d’esperienze, il mutare costante della scena, il graduale spiegarsi della geografia delle montagne danno una profonda soddisfazione, concedendo una reale comprensione, quasi un senso di personale possesso della regione esplorata”.

La storia delle esplorazioni nella zona, iniziata nel ’51, ha un seguito negli anni successivi sull’onda delle spedizioni inglesi all’Everest e al Cho Oyu. Nel ’52 Shipton, insieme con Alf Gregory e Charles Evans, salito al Tesi Lapcha da Thame fa un tentativo al Parchamo. Pensò fosse più sportivo affrontarlo senza ramponi e così avrebbe potuto essere ma un tratto più ripido lo costrinse a desistere… Non si fermò per questo, continuò l’esplorazione inoltrandosi nel ghiacciaio Drolam Bau che si spinge a nord verso il confine tibetano dove si consolò con una prima ascensione ad una bella cima alla testata della valle. La più intensiva delle spedizioni dell’epoca fu però la “Merseyside Himalyan Expedition” diretta da Alf Gregory nel ’55. Ben diciannove, cime tra cui anche il Parchamo, entrarono nel loro carniere.
Nostante i cinquanta anni passati credo che le parole di Shipton siano quelle che meglio rendono il senso di quest’itinerario. Affascinante per la solitudine, il senso di lontananza e di selvaggio che riesce a dare è sicuramente uno dei trekking più belli che si possano percorrere in Nepal. L’ho percorso anni fa in compagnia di un gruppetto di appassionati, abbiamo trovato non più di un paio di posti in cui comprare una coca cola, un solo “lodge” degno di tale nome e, in un periodo in cui  a Lukla atterrano venti aerei al giorno, solo altri due gruppetti di trekkers. Gli Sherpa che lo abitano, pochi invero, chiamano il Rolwaling la “tomba” a credito dalla sua posizione sepolta tra ripidi giganti di ghiaccio.  Tale nomignolo non gli fa però onore, non è stata certo la sepoltura la nostra sensazione, anzi. La forza della sua attrattiva sta nelle atmosfere, nei panorami, nella varietà degli scorci e nel senso d’avventura che si può vivere inoltrandosi nel ghiacciaio Drolam Bau e attraversando il Tesi Lapcha. La mancanza di una meta definita, di una cima famosa, di uno specifico polo d’attrazione oltre all’oggettivo impegno richiesto fa si che non si sia imposto come itinerario di massa.  Le sue vicissitudini “burocratiche” inoltre hanno contribuito a frenarne lo “sviluppo”. Per tutti gli anni ottanta, gli anni che hanno visto la crescita esponenziale del turismo nella vicina regione del Khumbu, l’area è rimasta interdetta agli occidentali e tuttora non viene rilasciato il semplice permesso di trekking, per accedervi bisogna aver richiesto il permesso per l’ascensione del Ramdung o del Parchamo.
E’  anche possibile raggiungere il Parchamo direttamente da Thame e dal Khumbu, ma una avventura di montagna che comprenda un viaggio attraverso una valle remota, l’ascensione di una o due cime e abbia conclusione attraverso una nuova regione è sicuramente preferibile rispecchiando così bene i sentimenti espressi da Shipton.

Un po’ di geografia
A questo punto forse sarà bene spendere due parole sulla geografia della zona. Il Rolwaling Himal è la catena di montagne racchiusa tra il Dudh Kosi (il fiume del Khumbu) a est e il Bhote Kosi che scende dal Tibet a ovest. Pur non essendoci 8000 la regione comprende il Menlungtse (7181 m) e il Gauri Shankar (7134 m) più una vasta scelta di belle cime di 6000 m. La valle, affluente del Bhote Kosi, ha uno sviluppo ovest/est, a Nord confina con il Tibet ed è dominata dalla mole del Gauri Shankar mentre il Menlungtse è un po’ più arretrato e per vederlo bisogna salire fino al Menlung La (5510 m) sopra a Beding. Ad est è chiusa dalla massa del Bigphera Go (6700 m) e del Tengi Ragi Tau (6900 m) ai piedi dei quali si sviluppa il ghiacciaio Drolam Bau. Caratteristico della alta valle è lo Tsho Rolpa, lago a 4500 m le cui acque sono trattenute da un esile diga naturale di origine morenica.
In questa zona confluiscono il vallone che da sud scende dallo Yalung La (5300 m) e che dà accesso al Ramdung e da nord il ghiacciaio Ripimo dominato dalla belle linee del Chobutse (6690 m). Entrambe forniscono spunti per interessanti deviazioni  dal percorso di fondo valle, belle per i panorami che offrono e utili per l’acclimatazione.
Tra il Tengi Ragi Tau ed il Parchamo si apre, sul lato orientale del Drolam Bau il Tesi Lapcha (5700 m), passo che mette in comunicazione con Thame e le valli del Khumbu. Passo tenuto in rispettosa considerazione da tutti i trekker ma che i locali attraversano abitualmente in scarpe da ginnastica.
Da un punto di vista umano la valle è abitata da una sparuta comunità Sherpa che ha il suo centro a Beding (3690m). Contrariamente ai vicini del Khumbu gli Sherpa del Rolwaling hanno fama di essere ostici e di aver creato non pochi problemi in passato ai gruppi di passaggio. In realtà ogni buona agenzia nepalese di trekking è in grado di fornire al gruppo un “sirdar” (guida sherpa) in grado di trattare agevolmente con i locali.

I Trekking Peaks
Il Rolwaling fornisce l’accesso a due dei diciotto trekking peaks che il governo nepalese autorizza con poca spesa e poche formalità, il Ramdung (5925 m) e il Parchamo (6.187 m).
Il primo fa parte di un gruppo di cime intorno allo Yalung La (5310 m), passo a sud di Na (vedi descrizione itinerario) e, nonostante sia una cima relativamente bassa e semplice offre un eccezionale panorama che va dal Langtang all’Everest ed è un eccezionale balcone sul Gauri Shankar ed il  Menlungtse. Partendo da Na bisogna prevedere un paio di campi.
Il Parchamo (6273 m), senza nome sulla carta Scheneider, è una ascensione quasi obbligatoria per chi attraversa il Tesi Lapcha. Soli 500 metri di dislivello, un semplice crestone di neve con un paio di risalti un po’ più ripidi ed una affilata crestina negli ultimi venti metri non rappresentano un seria difficoltà per chiunque sia arrivato fino al passo in condizioni fisiche decenti. Tecnicamente è paragonabile al Castore salito da Ovest. Il percorso è di una ovvietà tale che non c’è bisogno di descriverlo. Unico avvertimento da esperienza personale: attenzione alla visibilità e all’orientamento nella sua parte bassa la dove la cresta muore (o nasce) sugli ampi pendii del passo, soprattutto in discesa. Se non si trova il passo si può finire sopra and antipatiche seraccate.

Consigli pratici
Anche se gode fama di essere il più difficile dei trekking classici nepalesi, sia il ghiacciaio che il passo non presentano difficoltà tali che non siano affrontabili da qualunque collaudato escursionista alpino. Quello che lo rende complessivamente impegnativo è l’isolamento, la difficoltà di avere soccorsi e, oltre il lago Tsho Rolpa, la difficoltà di ritirata in caso di maltempo continuato e di abbondanti nevicate.
La sequenza delle tappe che presento più avanti è quella che abbiamo fatto noi prendendocela con calma e curando l’acclimatazione, andando di fretta e rischiando un po’ si possono tagliare un paio di giorni cosa che però sconsiglio. E’ indispensabile, soprattuto dopo Beding non forzare e conservare al massimo le energie e la forma fisica. Un qualunque malanno potrebbe portare a una situazione di difficile gestione. In più è bene farsi un programma che preveda uno o due giorni di riserva. Oltre tutto è una zona che merita essere attraversata con calma.
Obbligatorio affidarsi a una agenzia locale e, mio consiglio personale, di qualità e con una lunga esperienza alle spalle. Avere qualche “grana” nel Khumbu o all’Annapurna rappresenta poco più di una scocciatura. Avere una agenzia non in grado di dare un consistente supporto nel Rolwaling può rivelarsi una cosa seria.
Per quanto riguarda il periodo, suggerisco di andare a inizio stagione autunnale, primi di ottobre, magari si prende un po’ d’acqua nella parte iniziale, ma le temperature sono ancora ragionevoli e soprattutto a Kathmandu non è ancora scoppiata la confusione turistica. In ogni caso suggerirei di non terminarlo dopo la metà di novembre. Le temperature precipitano.
Materiale alpinistico ne serve veramente poco. Una mezza corda da 50 m ogni  3-4 persone, picozza, ramponi, scarponi (anche in pelle), un paio di viti da ghiaccio e un paio di picchetti da neve (in Nepal si chiamano snow-bar).
Una scorta di prelibatezze da casa consolerà della totale mancanza di  “sfizi” locali.

Portfolio immagini per: Nepal

Nepal

Nepal - Giro Annapurna

Informazioni generali sul Nepal
Equipaggiamento individuale generico per trekking/spedizioni extra europei
CALENDARIO 2008
CALENDARIO 2009
CALENDARIO SPEDIZIONI ALPINISTICHE 2009/2010
Nepal Valle del Rolwaling - Planetmountain
Listino Trek Nepal '08


<< torna alle attività
Guide Alpine Star Mountain, Via Gallesio 27/29, 17024 Finale Ligure (SV) P.IVA 01328100092
tel:
+39 019.6816206 - fax: +39 019.692.060 - Email: info@guidestarmountain.com
orario ufficio: lun-ven 9-13 14-18