Origine di un mito
Il colonnello dei Ghurka, Jimmy Roberts nel 1950 era un giovane ufficiale al servizio della Corona Britannica quando prese parte ad una spedizione esplorativa guidata dall alpinista Harold W. Tilman che si proponeva lardita ascensione dellAnnapurna II repulsiva cima di ben 7937 m. di altitudine.
Questo solo per fare una superficiale premessa a quello che vorrei raccontare.
Il massiccio dellAnnapurna si trova nel cuore della catena Hiamalayana del Nepal centrale e fu proprio la sua cima pi elevata ad essere la montagna di 8000 metri conquistata per prima dall uomo.
Fino agli anni 50 nessun occidentale si era mai spinto nella Kaligandaki e nella Marsyangdi, le valli che circondano questa vetta alta 8091 m., ed alpinisticamente rivelatasi in seguito come una delle pi impegnative tanto da contare ad oggi assai poche ascensioni se paragonata ad esempio all Everest conquistato pi tardi e dove certi anni si fa la coda, ed i francesi guidati da Maurice Herzog furono i primi ad inoltrarvisi nel tentativo di trovare una via di salita alla sua vetta. Tilman e compagni, infatti, vi giunsero poche settimane dopo e, per motivi diversi, furono i personaggi che decretarono il destino futuro di una delle aree montuose pi affascinanti della Terra.
Quelli di Gaston Rebuffat, Jean Couzy e Luis Lachenal sono nomi che forse ai pi non diranno molto, ma questi Signori fanno parte di quella schiera di personaggi che cambiarono in un certo senso le sorti dell` umanit grazie alla loro volont di esploratori ed alla forza trascendentale che li legava disinteressatamente ai misteri della Natura.
Il 3 giugno 1950 alle due del pomeriggio, Herzog e Lachenal sono due minuscoli esseri dispersi nell enormit della Dea dellAbbondanza (significato di Annapurna in idioma nepalese) che si abbracciano esausti a 8091 metri di quota, senza bombole di ossigeno, con ai piedi gli scarponi di cuoio e vestiti con i duvet di una famosa marca francese identici a quelli che vestiranno trent` anni dopo le fila dei paninari nazionali, li ricordate?
Forte il contrasto vero? Ma si tratta di episodi che fanno parte della nostra era e sarebbe sciocco ricordarli come realt separate proprio perch non lo sono.
La temuta-voluta globalizzazione odierna poneva le sue basi senza farlo sapere sulle future schiere di figli dei fiori che a cavallo degli anni 60 e 70 abitavano a Kathmand l odierna Freak street (in realt Jochne street ma nessuno la chiama pi cos), regno dei negozi che vendevano legalmente hasish e marijuana. La capitale nepalese rappresentava in quegli anni un obbligato crocevia per i viaggiatori dellOriente che con l uso (e labuso) delle droghe volavano sicuramente pi in alto degli alpinisti impegnati nelle ascensioni ai colossi Himalayani e con i quali gli hippyes talvolta si confondevano rendendo la citt un luogo ulteriormente multietnico e di sicuro interesse per il visitatore.
Quei tempi non lontani sono ormai finiti perch lincoronazione del Re Birendra nel 72, ha posto in qualche modo la fine ad un epoca che per ha lasciato i suoi segni indelebili nelle atmosfere che oggi ritroviamo da quelle parti. Torniamo, per puro dovere di cronaca, al nostro colonnello Roberts che dismessa la divisa organizza i primi trekking negli anni sessanta con grande esito di partecipanti fino a quando i cinesi di Mao Tse Tungh invadono il vicino Tibet ed i guerriglieri di chiara origine tibetana del Mustang e di Manang pongono nelle valli ai piedi dell Annapurna la loro base.
Nella seconda met degli anni settanta il Nepal riapre lanello dellAnnapurna agli stranieri che, spinti oltre che dalla passione per la montagna, dalla situazione politica mondiale di allora, riprendono con ideologico entusiasmo a ripercorrere quei sentieri: molti di loro erano quei fricchettoni zainomuniti che ogni tanto innalzavano la loro anima non solo ricorrendo alle canne.
Oggi. Nel calderone new age ritroviamo di tutto questo un po , ed a chi ha all incirca la mia et, fa piacere rivivere attraverso chi ha la met dei miei anni lo spirito di quei tempi percorrendo quello che oggi si chiama Annapurna Circuit, uno degli itinerari sicuramente pi piacevoli ed interessanti dellHimalaya che, senza essere troppo impegnativo per il trekker, si propone come un fantastico mosaico di popoli, microclimi e naturalmente splendide montagne, anche ad un pubblico giovane ed incuriosito da questi fantastici luoghi.
Il viaggiatore di oggi rimbalza dai Cyber caf di Kathmandu agli splendidi monasteri buddisti di Braga con estrema facilit in un piacevole intrigo di misticismo, cultura e filosofia di vita che rendono il percorrere questo meraviglioso itinerario molto pi di una semplice vacanza e che lo avvicinano per le sue caratteristiche ad un vero e proprio pellegrinaggio.
Forse qui la globalizzazione incalzante inizia ad avere difficolt ad attechire, le sicurezze del nostro micromondo ci appaiono nauseanti e per una volta anche leventuale pioggia della coda monsonica sul volto ci potr fare piacere senza farci rimpiangere lombrello come ai tempi di un ormai vecchio concerto rock.
Gli abitanti. Uno degli elementi pi significativi di un viaggio rappresentato dal contatto con le popolazioni locali e l Annapurna Circuit, visto il suo andamento circolare e di traversata, pone il visitatore in contatto con differenti etnie locali rendendo il percorso molto interessante sotto l aspetto socio-culturale.
Vi troviamo: i Tamang ovvero i cavalieri, che abitano le zone pi elevate e sono di religione buddista ma non hanno ne monaci ne monasteri; I Gurung, molti dei quali prestano servizio nei reggimeti Ghurka dellesercito Britannico ed i cui veterani non perdono l occasione di raccontarvi le loro gesta per il mondo nel loro curioso accento inglese; I Thakali, intraprendenti uomini d affari di religione mista buddista ed hindu; gli Sherpa il popolo himalayano pi noto, anche se numericamente il pi piccolo e che possiede le migliori guide di montagna; I Managi che godono di particolari privilegi commerciali dal lontano 1784 che gli permettono di essere titolari di un passaporto con cui possono importare numerosi generi proibiti agli altri nepalesi; I Baragaunle, il popolo dei 12 villaggi, che custodisce nelle sue pratiche religiose le antiche origini del buddismo.
Tra le persone che si incontrano non mancano ovviamente i viaggiatori occidentali ai quali i locali hanno dato anche a loro nomi diversi. Gli uomini (compresi i giapponesi!?) sono gli Sahib, le donne, Memsahib e chi viaggia solo un turist mentre in gruppo viene chiamato member.
Geografia. La regione dellAnnapurna si estende ad ovest di Kathmandu ed a nord della cittadina di Pokara ed circoscritta dai corsi dei fiumi Marsyangdi e Kaligandaki divisi dal valico del Mustang La oggi chiamato Thorung La (la=passo) alto circa 5400 metri (ogni carta riporta quote differenti di poco tra loro) e che rappresenta il punto pi alto del trekking. La valle Kaligandaki si origina nel Mustang attraverso una piccola porzione del quale transita il nostro itinerario.
Lapetto geografico pi interessante dell itinerario quello altimetrico. Infatti si parte da 800 metri di quota e si arriva ad oltre 5000 e quindi le variet climatiche ed ambientali variano continuamente, permettendo un ottimo e graduale acclimatamento alla quota.
L`itinerario
LAnnapurna Circuit pu iniziarsi e terminarsi a Pokara ma normalmente viene percorso da Besisahar a Jomosom (via Pokara) richiedendo da Kathmandu circa due settimane di trekking a piedi. E cos che di seguito viene proposto.
Nella descrizione dell itinerario vengono forniti utili consigli per acclimatare il proprio organismo all alta quota.